Tag Archives: Filosofia

Confessione di un Ateo Buddhista, di Stephen Batchelor, Ubaldini Editore. Recensione di Raffaello Palandri

25 Aug

Confessione di un Ateo Buddhista, di Stephen Batchelor, Ubaldini Editore.
recensione di Raffaello Palandri

Confessione di un Ateo Buddhista è l’ultimo libro di Stephen Batchelor, edito da Ubaldini.

Stephen Batchelor è un autore, scrittore ed esperto di buddhismo, nato in Scozia nel 1953, che è andato in India nel 1971, diventando monaco buddhista nel 1974 e contribuendo, da allora, per dieci anni, alla diffusione in Europa del Buddhismo tibetano e coreano. Nel 1985 lascia l’abito e inizia un percorso di approfondimento e di studio sul Canone Pali, nel tentativo di ritrovare le radici più autentiche del Buddhismo, lontano dalle differenti interpretazioni che le diverse tradizioni ne hanno dato.

In questo libro Batchelor mette in gioco direttamente la propria esperienza personale, la propria vita di giovane monaco Buddhista occidentale che, nel suo progredire nello studio dei testi canonici della tradizione tibetana, si vede assalire da dubbi, da perplessità, da timori che tutto ciò che gli veniva indicato come esser liberazione da pensieri e preoccupazioni altro non fossero, in realtà che precetti di una differente gerarchia ecclesiastica rispetto alle altre, non la reale, diretta trasmissione dei precetti del Buddha uomo, Siddharta Gotama.

Già nel suo libro Buddhism Without Beliefs Batchelor si dichiarava come un agnostico, ma adesso compie un ulteriore passo avanti nel suo cammino di ricerca, definendosi un Ateo Buddhista. Per lui, ateo non vuol dire solamente non credere in entità trascendenti, ma ritenere che tutte le sovrastrutture aggiunte al Buddhismo originale siano inutili.

Batchelor tenta di dar vita ad un Buddhismo occidentale e contesta alle radici i concetti di karma e di rinascita, considerandoli come espressioni di tipiche credenze indiane, che sono state aggiunte al pensiero di Siddharta Gotama che, secondo l’autore, era verosimilmente indifferente a tali questioni, basandosi sullo studio del personaggio storico, prima della sua “divinizzazione”.

A giudizio di Batchelor l’uomo Siddharta, fallibile, pieno di dubbi e contraddizioni, aveva in realtà posto l’accento della propria ricerca in 4 direzioni:
1. Natura condizionata dell’esistenza umana.
2. Consapevolezza e presenza mentale in ciò che viviamo e facciamo fisicamente, mentalmente, affettivamente.
3. Studio delle 4 nobili verità e dell’ottuplice sentiero come realtà pragmatiche e non dogmatiche.
4. Autosufficienza degli uomini nel loro cammino spirituale: ognuno deve sperimentare personalmente ciò che crede, non affidarsi ad esso attraverso atti fideistici o dottrinali.

Batchelor afferma che leggendo il Canone Pali lo stesso Gotama viene presentato come un ateo ironico, secondo cui il rifiuto di un Dio non è un elemento fondante dell’insegnamento, né un motivo di particolare preoccupazione dottrinale. In questo senso Gotama non era un “anti-teista”, quanto piuttosto un non teista. Era quindi ateo nel senso letterale del termine. L’attenzione principale di Gotama era posta sulla condizionalità, sull’origine condizionata dell’esistenza, della coscienza. Secondo questa visione, quindi, sono le azioni a definire gli esseri umani, e la divinità è inutile, perché non può fornire guida e assistenza. Per quanto si invochi la sponda di un fiume affinché si avvicini a noi, questa non si avvicinerà e quindi le nostre preghiere, le invocazioni, i voti saranno inutili.

Già da queste prime considerazioni si intuisce che questo libro favorirà la nascita di discussioni, soprattutto nelle tradizioni Buddhiste più inclini alla pratica religiosa.

Traspare in ogni pagina del libro l’interpretazione personale, passionale e appassionata di Batchelor del Canone Pali, del Buddhismo, della pratica. Batchelor stesso fornisce, in sostanza, un’interpretazione degli scritti di Gotama e cerca di rendere la sua interpretazione funzionale ad un’analisi che permetta di smitizzare la figura di Gotama per ricondurla alla sua reale umanità, al suo reale impatto nella società indiana di allora. La necessità di attualizzare il Buddhismo, di renderlo moderno, di renderlo aperto alle conoscenze scientifiche, culturali, sociali di oggi è evidente nel libro di Batchelor, che, di fatto si chiede se la conoscenza occidentale stia mutando il Buddhismo tradizionale e se, di contro, il Buddhismo tradizionale stia mutando con i tempi.

E’ un libro affascinante e divertente, profondo ma comprensibile.

Un atto di reverenza verso un pensiero, una cultura, ma soprattutto verso un uomo, Gotama, che ha cercato una via personale per cambiare l’esistenza umana, per alleviare la sofferenza dell’essere umano, per permettere a ogni individuo di essere presente nella propria vita, nella propria esistenza, nel proprio tessuto sociale.

Se vi interessano temi legati alla meditazione, alla cultura orientale, alle arti marziali, seguite il sito del Dai-Hara Kizendo, la disciplina che insegno.

Jeanne Hersch: unʼintellettuale «presente al suo tempo»

16 Jun

Jeanne Hersch: unʼintellettuale «presente al suo tempo»
Celebrazione per il 100° anniversario della sua nascita

Giovedì 17 giugno 2010 ore 15.00
Istituto Svizzero di Roma
Via Ludovisi 48
I-00187 Roma
www.istitutosvizzero.it

In collaborazione con la Società Jeanne Hersch (Zurigo)
e lʼIstituto Italiano per gli Studi Filosofici (Napoli).
Con il sostegno della Repubblica e Cantone di Ginevra.
In associazione con lʼUNESCO e sotto il patrocinio
della Commissione svizzera per lʼUNESCO.

Incontro di studi sulla figura e sul pensiero di Jeanne Hersch (Ginevra, 1910/2000), filosofa di stampo kantiano, allieva di Karl Jaspers, prima Responsabile della Divisione Filosofia dell’UNESCO e teorica dei diritti umani. Jeanne Hersch è riconosciuta dalla critica contemporanea come una delle protagoniste del Novecento filosofico insieme a Hannah Arendt, Edith Stein, Simone Weil, Maria Zambrano. L’incontro ha in particolare l’intento di introdurre al pensiero di Jeanne Hersch attraverso la sua figura di donna «presente al suo tempo» e impegnata a riflettere i problemi più profondi della contemporaneità: dal ruolo della scienza alla questione dei diritti umani, dal destino totalitario delle ideologie all’idea di filosofia come cuore dell’educazione europea. Questa giornata di studi su Jeanne Hersch all’Istituto Svizzero di Roma costituisce l’unica manifestazione internazionale nell’ambito di una serie di eventi organizzati in occasione del centenario in collaborazione con la società Jeanne Hersch (Zurigo), in associazione con l’UNESCO e con il patrocinio della Commissione svizzera per l’UNESCO.
(http://www.jeanne-hersch.ch/).

Il convegno romano accogliera personalità di spicco dal mondo accademico e politico che furono influenzate, nella loro ricerca e nelle loro attività, dalla figura e dal pensiero di Jeanne Hersch: Jean Starobinski (Ginevra), collega dell’Università di Ginevra e amico di Jeanne Hersch; Roberta de Monticelli (Milano), che dirige un gruppo di ricerca su Jeanne Hersch a Milano dopo aver occupato la cattedra – che fu quella di Jeanne Hersch – di filosofia moderna e contemporanea all’Università di Ginevra; Monika Weber (Zurigo), già Consigliere agli Stati – già Consigliere municipale, presidente della Società Jeanne Hersch.

Questa giornata di studi sulla figura e il pensiero di Jeanne Hersch è organizzata con il sostegno della Repubblica e Cantone di Ginevra.
Interverranno al convegno: Roberta de Monticelli (Milano), Gabrielle Dufour-Kowalska e Alfred Dufour (Ginevra), Jean Starobinski (Ginevra), Monika Weber (Zurigo), Fabrizio Chello (Ginevra/Napoli), Roberta Guccinelli (Milano), Stefania Tarantino (Napoli), Francesca De Vecchi (Milano).

Programma:

Giovedì 17 giugno 2010
15.00

Apertura del convegno
Christoph Riedweg
Direttore ISR
Henri de Riedmatten
Responsabile scientifico ISR
Monika Weber
Presidente della Società Jeanne Hersch, Zurigo
15.30
Fabrizio Chello
Università Suor Orsola Benincasa, Napoli/Université de Genève
L’inestricabile embricatura: paticità e pensiero in Jeanne Hersch
15.50
Roberta De Monticelli
Università Vita-Salute San Raffaele, Milano
Crimine e colpa. Jeanne Hersch e la filosofia del diritto
16.10
Jean Starobinski
Université de Genève
Reconnaissance à Jeanne Hersch
Il testo verrà letto da Henri de Riedmatten, ISR
16.30
Roberta Guccinelli
Università Vita-Salute San Raffaele, Milano
Il reale e l’immaginario: il concetto di esperienza in Jeanne Hersch
16.50
Pausa
17.20
Gabrielle Dufour-Kowalska e Alfred Dufour
Université de Genève
L’engagement de Jeanne Hersch et ses principes philosophiques
17.40
Stefania Tarantino
Istituto Italiano di Scienze Umane, SUM
Musica e politica: un paradosso herschiano
18.00
Francesca De Vecchi
Università Vita-Salute San Raffaele, Milano
L’esigenza assoluta della libertà: il fondamento dei diritti umani secondo Jeanne Hersch
18.20
Monika Weber
già Consigliere agli Stati – già Consigliere Municipale, Zurigo. Presidente della Società Jeanne Hersch, Zurigo
“Non c’è libertà senza responsabilità”
18.40
Discussione

Istituto Svizzero di Roma
Via Ludovisi 48
I-00187 Roma
t +39 06 420 42 1
f +39 06 420 42 420
roma@istitutosvizzero.it
www.istitutosvizzero.it

Per informazioni

Tiziana Dionisio
Organizzazione Settore Scienze
Tel. +39 06 420 42209
tiziana.dionisio@istitutosvizzero.it
http://www.istitutosvizzero.it

%d bloggers like this: